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Rochefort

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L’abbazia di Le Secours Notre-Dame venne fondata nel 1230 nella valle di Saint Remy da alcune monache a pochi chilometri dalla cittadina belga di Rochefort, nella provincia di Namur, nelle Ardenne.

Alcuni storici sostengono che la produzione di birra sia cominciata sin da subito, anche se non ci sono testimonianze nei registri dell’abbazia fino al 1595, quando il birraio gestiva anche il mulino.

Le monache rimasero nel monastero fino al 1464, quando i monaci cistercensi le sostituirono e vi rimasero fino al 1792.

Come tante abbazie, anche questa negli anni ha subito furti ed in particolare il periodo tra il 1401 e il 1600 è il più devastante a causa dei ripetuti borseggiamenti da parte dei briganti e dalle persecuzione dei calvinisti (è chiamato calvinismo una confessione del cristianesimo protestante nato nel XVI secolo).

Per ricordare questo periodo devastante, l’abate Filippo di Fabry ideò il motto dell’abbazia : ” Curvata, resurgo”. ( Abbattuta, risorgo)

Tutto questo ovviamente non ebbe fine perché nel 1794, durante la Rivoluzione francese, l’abbazia fu distrutta e dopo abbandonata per un lungo periodo.

Fino a quando Victor Seny, un cappellano militare in pensione, decise di rimettere in piedi Saint-Rémy, per diventare l’abate di quell’abbazia.

Infatti, dopo aver acquistato il terreno e altri edifici ancora rimasti in piedi, si rivolse a ben due abbazie affinchè gli mandassero dei monaci.

Era il 1887 quando Achel accolse l’invito e in poco tempo un gruppo di monaci si incamminò verso Rochefort per ristabilire questo monastero.

Tra i monaci che si incamminarono verso Rochefort, c’era anche Padre Anselme, un nuovo priore con l’inclinazione a produrre birra, infatti si rivelò utile per la produzione.

Ma quando tutto sembra rinascere…

Arriva la prima guerra mondiale, che porta devastazione in tutta Europa, e di certo non tralascia i luoghi come l’abbazia di NOTRE-DAME DE SAINT-REMY.

Ma dal 1919 la struttura dell’abbazia e il birrificio rimangono inalterati e finalmente fanno prosperare questo monastero, che attualmente ospita all’incirca 25 padri.

Il 29 dicembre del 2010, in un freddo mercoledì invernale, mentre i monaci cistercensi cenavano, un cortocircuito provoca un incendio che divampa in pochissimo tempo.

Le fiamme, alte circa 7 metri colpiscono la navata dell’abbazia vicino alla sala fermentazione e sfiorano la biblioteca.

Per fortuna le fiamme vengono domate in breve tempo, mantenendo il birrificio e la biblioteca intatti.

Oggi il birrificio Rochefort resta tra i più stimati per la produzione di birre trappiste.

Come ogni birrificio trappista, possiamo riconoscere il simbolo esagonale su ogni bottiglia, inoltre il ricavato della birra viene utilizzato dai monaci per sostenere il monastero o devoluti opere caritatevoli.

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